Poesia 2018

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Menzione di merito 2° Premio Internazionale “Il Paese della Poesia”, sezione breve silloge poetica, Aletti Edizioni 2018

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BUON NATALE

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Ai dettagli che mi furono rifugio e casa. Al nido costante all’acero, la quercia la betulla e il faggio. Alle vie strette dell’orto tra reti e la bianca serra, dimora cara per il rosso, l’arancio terriccio e prato. Alle radici esplose ai rauchi merli, le gazze e le formiche nascoste come tartarughe. Ai voli misteriosi a tutti i cani infreddoliti alle voci minuscole delle gemme bendate. Al gelsomino sincero d’inverno e coraggioso nel flessuoso maggio. A tutte le penne vitali alle matite colorate. Agli indomabili fogli che si tingono di sangue nero bluastro. Alla compagnia lieve alle amicizie d’intarsio. Al biondo liquore alla tavola – sempre benedetta – Al cero nella notte al cuore. A questi occhi e a tutto ciò che qui dentro, tra carne e nervi, funziona libero. Per me. * * * (Painting by #franciscogoya La nevada) Da #lentamenteaudaci#slowlybrave #poesia #poetry #fedepoetry #inspiration #girlwritingpoetry #scrivere #narrare ❤📚 #bloggerpoetry #wordpress #poesia #poesiaitaliana #lemiepoesie #blogdipoesia🐌✍ #christmas🎄#dicembre🎅🎁💫

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Il nostro punteggio quotidiano

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Ogni cosa ha preso una forma e nel tempo la sagoma non poteva essere propria. Così è per molti, non solo persone, è l’eterno dramma di chi non lascia crescere.

Per questo si impone il silenzio, si regalano nullità, si tinge il rosso di azzurro. Si arriva persino a creare, contraffare senza pena.

Così nascono e crescono mostri, così i figli diventano ombre rabbiose. Forse anche i cani saranno dimenticati. Dove sarà ancora possibile accendere una luce?

I ceppi delle famiglie saranno falsati da abitudini e tolleranza solo al maschile. Ovunque infatti uomini propriamente sciocchi.

Scrivere dà corpo, spazio a quanto inquina le giornate, le rende reali. Direbbero.

Non è perfezione la grande ricerca. E’ buon senso per i più piccoli. Questi che sono deposito e parcheggio dei nostri malanni. Per bisogno continuano a volere bene.

Una volta adulti, se resta intatto il congegno, diventa missione cercare di costruire una realtà sana. Veramente terrà sempre conto degli occhi di un bimbo.

Altrimenti, cuori infelici e menti graffiate. Superficialità-tristezza.

Sento di avere il ricordo di quella fiamma bambina.

 

Federica

#lentamenteaudaci @fede.poetry

Racconto poetico

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Quello che si prova è ancora un passaggio. Malinconico, triste e disperatamente nero.

Il cielo è stanco e inerme di fronte alle sciocchezze insensate dei ricchi.

La casa, per questi, è grida. Soltanto grida.

Spiffera ovunque il freddo maleducato. Non chiudo, non vedo, non sento.

L’insulto è di gusto, il riso spietato, la critica sovrana e la beffa dei desideri regina indiscussa.

C’è povertà, forse cattiveria, tra le luci dell’albero e le statue dipinte e plastiche.

Il tempo passato ha condotto al riparo da un totale affidamento.

Da questi sovrani zoppi e addormentati.

Ma ora dopo il restauro, c’è nebbia e la pietra levigata è liscia e trasuda bellezza.

Dove toccano queste mani, non è perfezione, perlomeno è distante dal grottesco e da ciò che fa morire il cuore.

L’incubo quotidiano fugge smosso da parole ritmiche, quale dono pulito e amorevole, che cullano e mostrano differente marchio.

Tuttavia la stirpe è cosa dura a seccare.

Ancora dunque passeggio tra rovine, fuori così eleganti, dentro sepolcri e cenere.

Meglio non promettere. Meglio che la preghiera diventi umana e non macerata su pagine contorte.

Immagino di aver inventato tutto, come sussurrano voci vicine, ma questa è la trappola.

Ogni strumento insiste nella sua storia e si vorrebbe intonare identico dramma su diverse corde e diversi toni.

Ancora pur essendo in questo, suono e cerco il mio spartito e quando la musica inizia è casa. Finalmente.

Vicinissmi tamburi e coperchi percuotono monotoni e, di tanto in tanto, rivedo quel piccolo flauto nel suo angolo rosa.

Con un bacio e una carezza lo premio per il coraggio indomito. Per la speranza di aver sopportato e creduto che fosse bene.

Che ci fosse nel repertorio il bene.

 

Federica

#lentamenteaudaci @fede.poetry

Di grazia e di coraggio

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E’ sorprendente

l’origine di questo pianto.

Dove maledetto

fu il diverso

e vittima la leggerezza.

In cui le parole bruciarono

e gli sguardi come api

sciocche ma crudeli.

E’ una storia di figli

è il tempo di noi.

in germogli e bulbi.

E’ la sottile linea

di uomini bambini

 

Ora che splende

il mezzogiorno del cuore,

si sovrasta il grido,

l’urlo e l’affanno.

I perché di marmo

e il rancore come olio.

Non sarà mai più

quell’orrore banale

quel grigio umido e povero.

 

Adesso il litigio è presenza

la parola è vita sorgiva

il diverso nota il diverso.

Maledetta casa maledette mura.

Solo il gelo dell’ignoranza

è scusa acerba.

Ma il mio raggio è d’oro

la mia natura mista,

tra ferite e sassi

bellezza potente

e minuziosa preghiera.

Racchiude il senso

il senno e tutto l’odio

assolto.

 

Federica

#lentamenteaudaci

Tra vita e silenzio

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vento

 

Le case si dondolano

piene di corse

e vite rapide

come fulmini.

Scoppiano,

irrompono,

muoiono.

 

Le strade mangiano,

mai sazie e voraci,

passi, clacson,

colori e stagioni.

 

Il cuore desidera

silenzio e vuoto.

Chiede spazio

e carezza.

 

Il cielo si inchina

e ne fascia,

con occhi umidi,

ferite e tensioni.

 

I bambini reclamano

i giovani lottano

e la vita spinge

per essere creduta.

 

La natura sorella,

rallenta il cammino

ricordando il regno

dimora e speranza.

 

E nella solitudine

l’amore celebra

tra fatica e tormento

la grandezza di osare

per misteriosa chiamata.

 

Federica

#lentamenteaudaci